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	<title>note a margine | Cooking Dona: Ricette Economiche e Facili per Piatti d’Effetto</title>
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	<description>piatti sani, veloci, facili ed economici: in cucina divertirsi sempre, arrendersi mai</description>
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	<title>note a margine | Cooking Dona: Ricette Economiche e Facili per Piatti d’Effetto</title>
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		<title>Covid, progetti e vacanza in montagna a Tignes</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cooking Dona]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 10:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo è stato un inizio d’anno davvero difficile, ad un certo punto mi è stato chiaro che la domanda che dovevo pormi non sarebbe più dovuta essere,&#160;se prenderò il covid, bensì&#160;quando prenderò il covid. Dopo il rientro a scuola di mia figlia dalle vacanze natalizie, ho avuto una strana sensazione per giorni, quando andavo a [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Questo è stato un inizio d’anno davvero difficile, ad un certo punto mi è stato chiaro che la domanda che dovevo pormi non sarebbe più dovuta essere,&nbsp;<strong>se prenderò il covid</strong>, bensì&nbsp;<strong>quando prenderò il covid</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il rientro a scuola di mia figlia dalle vacanze natalizie, ho avuto una strana sensazione per giorni, quando andavo a riprendere e portavo mia figlia a scuola, c’erano poche automobili pochi genitori e pochi nonni fuori il cancello della scuola dell’infanzia ad attendere l’ora per poter riportare a casa i piccoli. Ho saputo che molti bimbi erano a casa in quarantena preventiva o per il covid. Eppure noi abbiamo proseguito la nostra vita normalmente, ma sempre con le dovute attenzioni, fino a quel lunedì dopo la prima metà di gennaio. Quel giorno ricordo chiaramente che ho avuto la notizia che la mia testimone di nozze era positiva, non che potesse esserci alcun contagio. Eravamo a 700 km di distanza, ma ricordo comunque che la notizia mi preoccupò un po’, sebbene ancora non sapevo che il covid avrebbe da lì a poco bussato anche alla porta di casa nostra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giorno dopo, il martedì mi svegliai con un gran freddo ed uno strano dolore al centro della schiena, ma la temperatura era nella norma, anzi direi piuttosto bassina, solo nel pomeriggio sia io che mio marito abbiamo iniziato ad avere una tosse poco rassicurante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andiamo a fare un tampone, lui risulta positivo, io negativa. Il giorno dopo mia figlia fa il tampone positiva anche lei, io devo attendere altri due giorni prima di ripetere il test, nel frattempo peggiorano i sintomi. La febbre solo inizialmente alta si ferma per 2 giorni a 37,5° fino a scomparire totalmente il venerdì. Dal giovedì le prime difficoltà respiratorie. Il venerdì faccio il tampone e ovviamente sono positiva, intanto faccio fatica a camminare ad un passo normale, e mi muovo con l’affanno.&nbsp;<em>Da quel preciso momento la mia&nbsp;</em><em><strong>meravigliosa Dottoressa</strong></em><em>&nbsp;mi prende idealmente per mano, non me la lascerà finché non mi sono ristabilita, si rende disponibile per il week-end soprattutto la domenica, anche se non era tenuta, anche se erano i suoi giorni di riposo</em>. Contatta i medici dell’USCA che mi visitano, in seguito contatterà anche i medici del reparto di malattie infettive dell’ospedale della mia città, nonostante la mia saturazione sia perfetta faccio fatica a respirare a camminare sembra che sto scalando l’Annapurna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi candidano per la terapia con i monoclonali ma i tempi sono stretti. Nel frattempo la respirazione peggiora e il giro in pronto soccorso con ambulanza del martedì diventa una realtà, mi fanno tutti gli accertamenti del caso e la saturazione è sempre perfetta. Nel frattempo ho il primo appuntamento per la terapia in Day Hospital per il mercoledì mattina. La terapia con i monoclonali viene sostituita con la terapia con gli antivirali. Per tre giorni 3 flebo fortissime saranno le mie amiche, finita la terapia con gli antivirali rimangono tanta tosse, stanchezza, affanno e fortissimi mal di testa. <em>Ci vuole tempo, devi portare pazienza, mi dice la mia Dottoressa</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la tosse ci vorrà un bel po’, stanchezza e affanno me le sono portate appresso per mesi i mal di testa feroci sono durati fino a fine maggio, e ogni tanto ancora li ho.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Colgo l’occasione per ringraziare ancora la mia&nbsp;</em><em><strong>Carissima Dottoressa</strong></em><em>, come avrei fatto senza di te?&nbsp;</em>Ringrazio i&nbsp;<strong>medici dell’USCA</strong>&nbsp;e tutto il personale medico e paramedico dell’ospedale&nbsp;<strong>Maggiore della Carità di Novara</strong>&nbsp;che mi hanno curato con professionalità attenzione e tanta umanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo mi sono preparata per gli esami per le certificazioni di due software, che mi saranno utili anche per il blog. Ho buttato giù parecchie idee per il blog, ma non riuscivo a concentrarmi nel modo corretto per poter dare spazio alla creatività in cucina e soprattutto alla scrittura, mi sono divertita a sperimentare <strong>ricette leggere poco “sbatti”</strong> e tanto gusto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono appena tornata dalle ferie in montagna, dove ho passeggiato su sentieri facili medi e difficili. Il fiato va bene l’affanno non c’è. Nei miei Pic-nic rimane il ricordo di un panino improvvisato con prosciutto cotto emmental e roastbeef, risulta davvero gustoso. Le meringhe della panetteria di Val Claret sono speciali, soprattutto colpisce la dimensione, abbiamo mangiato una sola meringa in 5 ed è anche avanzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa che mi colpisce sempre quando vado in montagna, soprattutto la montagna francese nella zona dell’Alta Savoia, è la quantità di formaggio che viene utilizzata nei piatti tipici, eppure risultano speciali in ogni loro variante o tipologia. A Tignes non puoi non gustare il pain au chocolat, ma la cosa a cui proprio non puoi sottrarti è l’assaggiare il Pane Vikingo una pane nero ricco di semi, pieno di gusto, croccante fuori e morbido dentro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ho foto di piatti o alimenti perché onestamente non mi sentivo pronta per ricominciare a scrivere.</p>
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		<title>Cucinare che passione, e che meraviglia usare i cinque sensi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cooking Dona]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2012 22:44:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella vita di una persona che come me ama cucinare vivere lontano dalla cucina potrebbe essere davvero complicato; bisogna imparare a gestire questa sensazione quando si ha in mente un piatto da realizzare anche se non si ha la possibilità di mettersi con le mani in pasta. Osservare una pietanza che prende vita vedendola passare [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nella vita di una persona che come me ama cucinare vivere lontano dalla cucina potrebbe essere davvero complicato; bisogna imparare a gestire questa sensazione quando si ha in mente un piatto da realizzare anche se non si ha la possibilità di mettersi con le mani in pasta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Osservare una pietanza che prende vita vedendola passare da ingredienti a sé stanti a un connubio di sapori e di colori, procura la crescita dell’autostima e della propria soddisfazione in tutte le persone che si avvicinano a quest’arte!</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cucina è fantasia, è divertimento e soprattutto è curiosità, difficilmente si possono creare nuove ricette se non si ha quel pizzico di gioia nel provare nuovi accostamenti. La curiosità di fare abbinamenti dissonanti o apparentemente lontani, porta alla scoperta di nuovi sapori e spinge chi vive e ama la cucina sotto ogni forma di declinazione a portarsi in ciascuna pietanza un pochino più in là rispetto alla confortevole sensazione di stabilità e intimità che danno le ricette della tradizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vivere il mondo nella pienezza di colori e sapori dato dall’unione di tanti ingredienti fa si che il proprio orizzonte sia sempre nuovo e un pelino più lontano dalla tranquilla e serena normalità in cui una pietanza può venire vista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo non intendo dire che i piatti della tradizione debbano essere abbandonati ad un triste destino pieno di oblio e solitudine, piuttosto sono convinta che bisogna trarre forza dalla tradizione, perché è in lei che abbiamo le nostre radici culinarie, ma altresì sono convinta che non bisogna aver paura e timore di pensare e proporre ai nostri commensali amici e parenti pietanze differenti con abbinamenti e colori apparentemente impensabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io sono fautrice del divertimento in cucina, e sono fautrice della novità. Novità che magari per alcuni altro non è che la normalità, perché hanno già provato quell’unione di sapori e tecniche culinarie. Ma la scoperta di nuove tecniche ed ingredienti accostati creando quel miscuglio magico di sapori e gusto fanno si che per me sia sempre una novità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mi stancherò mai di dire che la cucina è percezione quella dei cibi e percezione quella dei 5 sensi. Cucinare infatti è la sapiente unione di gusto, olfatto, vista, tatto e udito….</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gusto </strong>il sapore dei cibi che mangiamo<br><strong>Olfatto </strong>il profumo delle pietanze proposte<br><strong>Vista </strong>l’impatto visivo di un piatto nella sua presentazione e articolazione, in fin dei conti si dice che si mangia con gli occhi.<br><strong>Tatto </strong>la sensazione di consistenza fra le mani durante la lavorazione. la degustazione e perché no la capacità di sporcarsi per una giusta causa, quella della pietanza finita!<br><strong>Udito </strong>forse il senso che più vi sembrerà stonare in cucina, ma che invece è molto importante per la buona riuscita di un piatto; è infatti grazie a questo senso che si si sente borbottare la pila sul fuoco, lo sfrigolio della rosolatura delle carni, il timer del forno o del microonde e quant’altro vi viene in mente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma la cucina è un’invasione a tutto tonto di quanto più bello ci possa essere nell’utilizzo dei cinque sensi. Divertitevi sempre nel praticare questa terapia del buonumore. Non sarà un caso in fin dei conti se noi italiani quando ci incontriamo andiamo sempre a finire a parlare di cibo, non credete?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste cucinare senza amore passione e divertimento, la negazione nell’arte culinaria non dipende dalla naturale indole a essere cuochi o amanti dell’arte di cucinare. Dipende dalla voglia di mettersi in gioco e dal proprio divertimento nel farlo. Magari può sembrarvi eccessivo come paragone, ma per me passare un giorno in cucina è un po’ come passare un giorno in un parco divertimenti, ci sono giochi e pietanze per tutte le età con conseguenti difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo questo mio esercizio di stile, puro divertimento per me, spero che non abbandoniate mai il desiderio di cimentarvi in cucina. Anche il piatto più semplice se fatto con amore e determinazione nel superare le naturali insidie che il cucinare comporta, assicura il successo in termini di gratificazione in chi lo presenta e in chi lo mangia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Felice Giornata,  a voi :*</p>
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