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	<title>ricette della tradizione | Cooking Dona</title>
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	<description>Cucina semplice, ricette economiche, vita vera e piatti che fanno colpo con il minimo sforzo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 16:05:41 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ricette della tradizione | Cooking Dona</title>
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		<title>Pomodori ripieni di riso e patate alla romana – Ricetta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cooking Dona]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2013 17:33:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooking Dona]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti Unici]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[ricette della tradizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I pomodori ripieni di riso e patate sono un grande classico della cucina romana estiva. Un piatto semplice ma ricco di gusto, perfetto da portare a un picnic, a una grigliata con gli amici o da gustare in famiglia nelle calde sere d’estate. In questi giorni ho tantissima nostalgia dei piatti che mangiavo da bambina, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">I <strong>pomodori ripieni di riso e patate</strong> sono un grande classico della <strong>cucina romana estiva</strong>. Un piatto semplice ma ricco di gusto, perfetto da portare a un picnic, a una grigliata con gli amici o da gustare in famiglia nelle calde sere d’estate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni ho tantissima nostalgia dei piatti che mangiavo da bambina, i miei piatti preferiti che mamma o nonna mi preparavano sapendo che mi sarebbero piaciuti moltissimo. Ora siamo cresciute e siamo noi che cuciniamo i piatti che preferiscono ai nostri cari. Eppure in questi giorni la nostalgia delle cene di quando ero bambina, sulla terrazza della casa a Roma, mi hanno fatto venir voglia di mangiare di nuovo alcune di quelle pietanze. È per questo che ti presento uno dei piatti che preferivo in assoluto i <strong>pomodori col riso e patate</strong>, un piatto molto caro alla mia memoria culinaria. Dei pomodori col riso anche solo il profumo che corre in casa è meraviglioso, l&#8217;aspetto poi ti fa subito pensare ad una festa</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa ricetta ti spiego come preparare i <strong>pomodori col riso e patate al forno</strong>, proprio come li faceva mia nonna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché provare i pomodori ripieni di riso</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>pomodori col riso e patate al forno</strong> sono un piatto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Economico e salutare</strong>: pochi ingredienti, tanto gusto.</li>



<li><strong>Versatile</strong>: si può servire come <a href="https://www.cookingdona.it/?cat=44" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piatto unico</a> o <a href="https://www.cookingdona.it/?tag=contorni">contorno</a>.</li>



<li><strong>Adatto a ogni occasione</strong>: dal <a href="https://www.cookingdona.it/?tag=tutti-giorni" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pranzo in famiglia</a> al picnic all’aperto al <a href="https://www.cookingdona.it/?tag=buffet" target="_blank" rel="noreferrer noopener">buffet</a>.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Prova questa ricetta e fammi sapere nei commenti: preferisci i <strong>pomodori al riso caldi, tiepidi o freddi</strong>?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ingredienti per i pomodori ripieni di riso (per 5 persone)</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>10 pomodori l’ideale sarebbero quelli da riso che sono molto grandi, ma vanno bene anche i pomodori a grappolo o ramo.</li>



<li>1kg di riso, consigliato Baldo, Arborio, Ribe o Carnaroli &#8211; io preferisco il baldo o l’arborio</li>



<li>3 patate grandi oppure 4 medie.</li>



<li>1 spicchio d’aglio.</li>



<li>3 cucchiai di pomodori pelati schiacciati o frullati</li>



<li>Olio extravergine d&#8217;oliva</li>



<li>sale quanto basta</li>



<li>pepe a piacere</li>



<li>origano e basilico fresco quanto basta</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Cuciniamo</h2>



<ol class="wp-block-list">
<li>Lavare i pomodori, tagliare la parte superiore, ricavando una calotta un coperchio e metterla da parte.</li>



<li>Quindi scavare i pomodori mettendo i semi a parte in un recipiente capiente (io li scavo direttamente sopra una ciotola), mettere a scolare il pomodoro capovolto dopo averlo salato al suo interno, avendo cura di recuperare il succo del pomodoro.</li>



<li>Ripetere il procedimento per tutti i pomodori, quindi frullare tutti i semi dei pomodori dopo aver aggiunto sale e origano abbondanti, con un frullatore ad immersione.</li>



<li>Ora aggiungere alla polpa di pomodoro, i pomodori pelati, l’olio extravergine d’oliva, lo spicchio d’aglio tagliato a fettine sottili o tritato, se necessario aggiustare di sale pepe e origano e mescolare bene il tutto. Quindi frullare risulterà più liquido.</li>



<li>Quindi versare nel composto il riso e amalgamare bene per fare insaporire, lascia riposare il riso nella polpa di pomodoro per almeno 30 minuti, e ricordati di coprire la ciotola con la pellicola trasparente o con un piatto. Così il riso prenderà sapore ed assorbirà parte del liquido, si ammorbidirà, ed otterrai la corretta cottura in forno.</li>



<li>A questo punto sbucciare le patate, lavarle e tagliarle a stecchino e versarle nel riso condito per farle insaporire. Ora riempite i pomodori e metterli in una teglia preventivamente oleata.</li>



<li>Dopo aver finito di riempire i pomodori coprirli, con la calotta ricavata dal taglio del pomodoro, che hai messo da parte, versa il resto del riso con tutte le patate nella teglia. Se necessario usare un’altra teglia.</li>



<li>Scaldare il forno e infornare la teglia con i pomodori, cuocere a 175° fino a che il riso non è cotto.</li>



<li>La caratteristica di questo piatto è che può essere servito caldo, tiepido o freddo, provali in tutti e dimmi quale preferite</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Consigli e varianti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Di norma si servono 2 pomodori a persona.</li>



<li>Per la scelta del riso ti consiglio il riso Ribe, o il Carnaroli. Mia nonna lo faceva con il riso Arborio. io preferisco il riso Baldo.</li>



<li>Non riempire troppo i pomodori: il riso deve avere spazio per gonfiarsi.</li>



<li>Utilizza 1 cucchiaio di riso per pomodori, altrimenti diventa troppo, e rischi che il riso rimanga duro.&nbsp;Il riso deve avere lo spazio sufficiente all’interno del pomodoro per cuocere lentamente e<em>&nbsp;</em>crescere. Ma mia nonna metteva il riso anche nella pirofila, se ti dovesse avanzare mettilo tranquillamente fra un pomodoro e l’altro assieme alle patate.</li>



<li>Se vuoi aggiungere molto riso fuori la teglia come ho fatto io, aggiungi altri pelati e 4 o 5 cinque cucchiai di riso.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Buon Appetito!</p>
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		<title>Ricetta, trucchi e segreti per le Meringhe fatte in casa, buone come in pasticceria!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cooking Dona]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 10:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli e trucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Cooking Dona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La&#160;meringa&#160;o&#160;spumiglia&#160;è una delle ricette di base della pasticceria, è un&#160;buonissimo dolce friabile a base di&#160;albumee&#160;zucchero.&#160;Le&#160;meringhe&#160;si&#160;gustano da sole o sono da utilizzare per decorare torte o gelati. Questo dolce può risultare complicato da realizzare in casa a causa del delicato equilibrio che ci deve essere fra gli ingredienti, la temperatura del forno e i tempi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La<strong>&nbsp;<em>meringa</em></strong>&nbsp;o<strong>&nbsp;spumiglia</strong>&nbsp;è una delle ricette di base della pasticceria, è un&nbsp;buonissimo dolce friabile a base di&nbsp;<strong>albume</strong>e&nbsp;<strong>zucchero.&nbsp;</strong>Le<strong>&nbsp;meringhe&nbsp;</strong>si&nbsp;gustano da sole o sono da utilizzare per decorare torte o gelati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo dolce può risultare complicato da realizzare in casa a causa del delicato equilibrio che ci deve essere fra gli ingredienti, la temperatura del forno e i tempi di cottura. Nonostante&nbsp;ciò è un dolce che offre&nbsp;grandissime soddisfazioni una volta che preparato si assaggia e si offre ad amici e parenti, difatti rimangono tutti a bocca aperta quando si dice che sono fatte in case.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>meringa</strong>&nbsp;un dolce tipico&nbsp;della&nbsp;<strong>cucina italiana</strong>, della&nbsp;<strong>cucina&nbsp;francese,</strong>&nbsp;della&nbsp;<strong>cucina tradizionale in Sarda</strong>&nbsp;e non solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>meringa </strong>può essere fra gli ingredienti di molti altri dolci, come ad esempio la base per la <a href="https://www.cookingdona.it/la-torta-pavlova-per-chi-ama-la-panna-le-meringhe-e-i-frutti-di-bosco/" type="post" id="11217"><strong>torta Pa</strong></a><a href="https://www.cookingdona.it/la-torta-pavlova-per-chi-ama-la-panna-le-meringhe-e-i-frutti-di-bosco/" type="post" id="11217" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>vlov</strong></a><a href="https://www.cookingdona.it/la-torta-pavlova-per-chi-ama-la-panna-le-meringhe-e-i-frutti-di-bosco/" type="post" id="11217"><strong>a</strong></a> o della meringata. Le meringhe più classiche hanno la forma di un ciuffo. Spesso vengono accoppiate, schiena contro schiena e farcite con panna montata o cioccolato, poi posate in pirottini di carta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>meringa</strong>&nbsp;generalmente è&nbsp;bianca, ma&nbsp;può essere colorata con dei coloranti alimentari o con l&#8217;aggiunta di cacao o cannella grazie ai quali viene anche aromatizzata, ma può essere aromatizzata anche con vaniglia o gocce di limone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sensazione che si prova quando si preparano le meringhe in casa è di un meraviglioso senso di gratificazione. La prima volta che si preparano le meringhe e si apre il forno, quando si sente la loro&nbsp;<em><strong>“croccantezza”&nbsp;</strong></em>nonché friabilità, si sente che si sgretolano fra le dita nel sentirle&nbsp;<em>“</em><em>secche&nbsp;al punto giusto</em>&#8221; con la loro fragilità e la loro semplice eleganza, si dicono solo tre lettere WOW! Quando le ho preparate la prima volta mi sono sentita come il pavone quando fa la ruota, mi sentivo un vero chef stellato!!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanti tipi di meringhe esistono </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sulle meringhe e la loro preparazione si potrebbe&nbsp;scrivere un libro, esistono molte varianti della ricetta della meringa nella pasticceria europea esistono tipi diversi di meringa: la&nbsp;<em>meringa ordinaria</em>&nbsp;o&nbsp;<em>meringa francese</em>, la&nbsp;<em>meringa italiana</em>&nbsp;e la&nbsp;<em>meringa svizzera</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La meringa ordinaria o francese&nbsp;è la più comune in Italia, in&nbsp;Francia&nbsp;viene usata di rado, è la tipica meringa che si &nbsp;può acquistare sia in pasticceria che in&nbsp;panetteria.&nbsp;Per prepararla si separano con grande cura gli albumi dai tuorli,&nbsp;<strong><em>è di fondamentale importanza che non siano presenti tracce di tuorlo</em></strong>, quindi si aggiunge lo zucchero. Si monta&nbsp;l&#8217;impasto ripetutamente per circa un quarto d&#8217;ora con una frusta da cucina, meglio con le fruste elettriche, perfetto con la planetaria (se si ha a disposizione). Quando&nbsp;gli albumi si gonfiano, diventando spumosi e bianchi questo è quello che vuol dire&nbsp;<strong><em>montare le chiare a neve ferma</em></strong>. Si riconosce che la meringa&nbsp;è pronta per andare in forno dal fatto che il composto è lucido e perché, capovolgendo il contenitore, resta fermo dov&#8217;è senza cadere giù.<br>Una volta che gli albumi&nbsp;hanno&nbsp;raggiunto&nbsp;la giusta consistenza, si trasferisce&nbsp;in una tasca da pasticciere e si spreme su una placca da forno. La&nbsp;meringa può avere una forma&nbsp;<em>a schiaffo&nbsp;</em>cioè con un piccolo cumulo a punta, oppure&nbsp;<em>a piattino</em>&nbsp;ossia&nbsp;a forma di disco piatto. Le meringhe&nbsp;devono cuocere, per ore, a temperature bassissime; questo tipo di cottura viene spesso definito&nbsp;<em>a forno dolcissimo</em>. L&#8217;ideale sarebbe far cuocere le meringhe per 3 ore a forno leggermente aperto, a 60-70 gradi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>meringa italiana</strong>&nbsp;a dispetto del nome&nbsp;è tipica della Francia, in Italia è usata più raramente. La meringa italiana si&nbsp;usa come fosse una crema per farcire dolci come ad esempio&nbsp;la&nbsp;<em>zuppa inglese meringata.&nbsp;</em>Generalmente si utilizza in preparazioni senza cottura come&nbsp;mousse e semifreddi, per il suo gusto delicato che permette di non coprire gli altri sapori.&nbsp;Nella meringa italiana si separano gli albumi dai tuorli e si montano a neve ferma. Poi si cuoce lo zucchero unito ad acqua, deve raggiungere una temperatura di&nbsp;121°. Pizzicando il composto (dopo aver&nbsp;bagnato le dita in acqua fredda), si deve ottenere un filo consistente. A questo punto&nbsp;si versa lo sciroppo ottenuto a filo nel&nbsp;contenitore dove le chiare d&#8217;uovo stanno montando (almeno da 7-8 minuti) e si continua a montare. Il prodotto ottenuto, verrà lasciato riposare per una mezz&#8217;ora prima dell&#8217;utilizzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella&nbsp;<strong>meringa svizzera</strong>&nbsp;si separano gli albumi dai tuorli, si mettono in una casseruola di rame stagnato ( la bastardella) con lo zucchero. Si sposta&nbsp;la casseruola&nbsp;sul fuoco e si sbatte il composto sino a che abbia raggiunto i 60°. Si ritira dal fuoco e si termina di montare per poi cuocerlo in forno in forme varie. Cuoce a temperatura molto più alta della meringa ordinaria: 120°-140° contro 40°-60°.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La meringa sarda ha l&#8217;aggiunta&nbsp;delle&nbsp;mandorle, mentre quella marocchina ha l&#8217;aggiunta&nbsp;della granella di nocciola.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Le meringhe più che cuocere devono asciugarsi, alcuni cuochi la tengono per un&#8217;intera notte nel forno spento con solo la lampadina del forno stesso accesa. Il lievissimo calore della lampadina e la naturale evaporazione sono sufficienti a seccare il composto. Le meringhe francesi quale sia il metodo di cottura scelto devono risultare completamente asciutte, bianche, leggerissime ed estremamente friabili.</strong></em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Ingredienti</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>4 albumi</li>



<li>250 g di zucchero semolato</li>



<li>Qualche goccia di limone</li>



<li>Gocce di cioccolato fondente a piacere</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Cuciniamo</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li>Montare gli albumi, che io uso freddi di frigo, insieme con metà dello zucchero semolato e 4/5 gocce di limone (che serve a non farle scurire), servendovi della planetaria e aumentando pian piano&nbsp;la velocità; quando risulteranno sodi, aggiungete lo zucchero rimasto continuando a montare.&nbsp;<em><strong>Il composto è pronto, quando è bianco sodo e lucido</strong></em>.</li>



<li>Trasferite il composto in una tasca da pasticciere utilizzando una bocchetta rigata o liscia a seconda dell’effetto che volete ottenere, formate dei ciuffetti d’impasto&nbsp;della stessa dimensione adagiandoli&nbsp;sulla placca del forno precedentemente ricoperta di carta da forno .</li>



<li>Versate le gocce di cioccolato fondente sopra&nbsp;le meringhe, facendolo molto delicatamente.</li>



<li><strong>Infornare a 105° in modalità statica</strong> per un tempo minimo di 2 ore, controllare spesso la cottura, quando prendendone una in mano tende a sgretolarsi e risulta asciutta internamente, le meringhe sono pronte!</li>



<li>Io tengo chiuso il forno, anche perché dovendo spesso&nbsp;controllare la cottura, l’umidità esce aprendolo.</li>



<li>Si&nbsp;può abbassare la temperatura del forno a 85°, in questo modo aumenta il tempo di cottura.</li>



<li>L’importante è non alzare la temperatura poiché lo zucchero caramellerebbe e le meringhe si scurirebbero.</li>



<li>Servire fredde.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Consigli e trucchi</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><em>Per la preparazione delle meringhe non è necessario utilizzare le fruste elettriche, ma per un risultato perfetto e per accorciare i tempi, è meglio utilizzarle, meglio ancora se avete a disposizione una planetaria. Montare gli albumi a mano non solo risulta molto più faticoso, ma oltretutto si rivelerebbe una preparazione decisamente lunga ed impegnativa.</em></strong></li>



<li><strong><em>Anche se l&#8217;ho già detto:&nbsp;è di fondamentale importanza che non siano presenti tracce di tuorlo negli albumi, quando si separano le due parti dell&#8217;uovo.</em></strong></li>



<li><em><strong>Le meringhe temono l&#8217;umidità, una volta fredde riporle in una scatola di metallo, io la fodero con carta da forno, si manterranno a lungo fragranti e friabili.</strong></em></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Buon Appetito!</p>
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		<title>La mia versione del mio pesto alla genovese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cooking Dona]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Sep 2012 10:18:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli e trucchi]]></category>
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		<category><![CDATA[Sughi Pesti Salse Paté]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stavo pensando che da quando questo blog è nato vi ho proposto solo un primo piatto, io amo moltissimo i primi piatti, ma tutti sappiamo che i carboidrati sono dei nemici della linea se assunti in modo esagerato, quindi cerco di limitarne l’uso, ma quando decido preparare un primo piatto, con molta gioia del mio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Stavo pensando che da quando questo blog è nato vi ho proposto solo un primo piatto, io amo moltissimo i primi piatti, ma tutti sappiamo che i carboidrati sono dei nemici della linea se assunti in modo esagerato, quindi cerco di limitarne l’uso, ma quando decido preparare un primo piatto, con molta gioia del mio maritino, il mio unico intento è quello di fare un piatto davvero speciale per il gusto, contestualmente però cerco di stare attenta a quelli che sono i condimenti della pasta, poiché i condimenti uniti alla pasta possono essere dei validi aiuti all’aumento di peso e non solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo non voglio spaventarvi, e mi raccomandi i carboidrati non vanno bannati dalla vostra dieta vanno solo consumati con attenzione, come tutto il resto del resto.<br>Dopo questo preambolo che potrebbe sembrare noioso, ma doveroso secondo me, entriamo nel vivo della ricetta di oggi, chi è che non conosce il pesto alla genovese, un classico della nostra cucina regionale?<br>Una ricetta apparentemente difficile e complicata da realizzare e soprattutto che richiede molto tempo, che spesso ci fa decidere di rivolgerci ai prodotti gastronomici già pronti, invece risulta una delle ricette più veloci e simpatiche che abbia realizzato, soprattutto perché il sicuro vantaggio è quello di poter dosare gli ingredienti a seconda delle proprie preferenze, così da rendere questo piatto davvero speciale.<br>Di seguito vi do la ricetta originale che ho preso dal sito <a href="http://www.mangiareinliguria.it/consorziopestogenovese/pestogenovese.php" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mangiare in Liguria</a>, In grassetto troverete le mie personalizzazioni, la mia è una rivisitazione della ricetta originale e devo confessarvi che ho fatto tutto ad occhio, come sempre da mio grande difetto, il risultato però era davvero buono!!<br>Tenete conto che il mio pesto fatto in casa ha avuto una grande resa e ho potuto utilizzarlo per due pranzi, il primo per 4 adulti il secondo per 2.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per fare il vero Pesto genovese occorrono un mortaio di marmo e un pestello in legno, tanta diligenza e pazienza…</em>questo cita il sito da cui ho tratto la ricetta originale io non avendo tempo, anche se mio marito lo fa sempre così, ho usato il frullatore ad immersione, il verde frullando il tutto risulta più intenso e la caratteristica che mi ha sorpreso molto è che appena fatto il pesto risulta di odore e sapore più intenso, il giorno dopo invece ha un ottimo sapore, ma soprattutto risulta delicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma vediamo come ho preparato il pesto alla genovese nella mia versione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ingredienti</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>50 g di foglioline di basilico.&nbsp;<strong>3 bei mazzi di basilico genovese, quello dalle foglie larghe e molto profumato</strong></li>



<li>½ bicchiere di olio evo.&nbsp;<strong>Quanto basta per rendere cremoso il tutto</strong></li>



<li>6 cucchiai da cucina di Parmigiano Reggiano e 2 di Pecorino.</li>



<li>2 spicchi d’aglio.&nbsp;<strong>Uno spicchio</strong></li>



<li>1 cucchiaio da cucina di pinoli.&nbsp;<strong>Circa ½ 50 g</strong><br>noci facoltative, in sostituzione ai pinoli.&nbsp;<strong>Non le ho messe</strong></li>



<li>qualche grano di sale grosso<strong>, bastano 4/5 grani, per avere un risultato molto delicato</strong></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Cuciniamo</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li>Laviamo le foglioline di basilico, solo le foglie e asciughiamole con cura, le ho messe nel bicchiere del frullatore ad immersione assieme ai pinoli l’aglio tagliato a pezzetti e il parmigiano. Ho frullato il tutto versando a pioggia l’olio evo, in questo modo ho utilizzato solo l’olio necessario.</li>



<li>Quando ho ottenuto una bella crema, l’ho fatta riposare in frigorifero.</li>



<li>Il giorno dopo ho cotto la pasta e ho condito con circa la metà del pesto, davvero mi sono stupita per quando ne basta poco di pesto quando viene fatto in casa.</li>



<li>Servire. </li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Consigli e trucchi</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per il pesto puoi utilizzare i formaggi che appartengono alle tipologie DOP “Parmigiano Reggiano” o “Grana Padano” e alla tipologia “Pecorino” romano, toscano, sardo o siciliano.&nbsp;<strong>Ho utilizzato solo Parmigiano Reggiano</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Buon Appetito!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cookingdona.it/la-mia-versione-del-mio-pesto-alla-genovese/">La mia versione del mio pesto alla genovese</a> proviene da <a href="https://www.cookingdona.it">Cooking Dona</a>.</p>
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		<title>Insalata di finocchi arance ed olive nere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cooking Dona]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Aug 2012 10:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooking Dona]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure e Legumi]]></category>
		<category><![CDATA[contorni]]></category>
		<category><![CDATA[insalate]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[ricette della tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[salva-tempo]]></category>
		<category><![CDATA[vegano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricetta di oggi è un&#8217;insalata fresca colorata e buona adatta a tutte le stagioni, perfetta come antipasto o come contorno.L&#8217;ingrediente principale è il finocchio, ortaggio non solo dalle benefiche proprietà digestive, ma anche povero di calorie, quindi ottimo per un contorno leggero in una cena a base di proteine e per chi vuole stare [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La ricetta di oggi è un&#8217;insalata fresca colorata e buona adatta a tutte le stagioni, perfetta come antipasto o come contorno.<br>L&#8217;ingrediente principale è il finocchio, ortaggio non solo dalle benefiche proprietà digestive, ma anche povero di calorie, quindi ottimo per un contorno leggero in una cena a base di proteine e per chi vuole stare attento alla linea. Questa insalata io la ricordo fin da quando ero bambina proposta sempre per il cenone della vigilia di Natale, ma io la faccio spessissimo anche in estate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ingredienti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>2 o 3 (dipende dalla grandezza) finocchi</li>



<li>3 arance non trattate</li>



<li>1/2 confezione di olive nere denocciolate – puoi anche utilizzare le olive cotte al forno della gastronomia, l’insalata viene decisamente più buona</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Cuciniamo</h2>



<ol class="wp-block-list">
<li>Lavate e e tagliate a rondelle o a striscioline i finocchi (<strong><em>più sono fini e più l’insalata è buona</em></strong>), aiutatevi con la mandolina (o con un affetta tartufo se lo avete in casa), questo passaggio viene via molto più velocemente e le striscioline vengono tutte uguali</li>



<li>Spostare i finocchi tagliati in un’insalatiera molto capiente.</li>



<li>Lavare 2 arance e grattugiarne la buccia, pelarle al vivo e fare tante rondelle sottili.</li>



<li>la terza arancia tagliatela a metà: una metà la pulite sempre al vivo e ne fate altre rondelle, l’altra la spremete e versate il succo sui finocchi a cui aggiungerete anche le rondelle di arance.</li>



<li>Ora aprite la confezione di olive nere e sciacquarle sotto l’acqua, e lasciatele scolare, quando saranno sgocciolate e asciutte aggiungetele ai finocchi e alle arance.</li>



<li>Condire il tutto con olio evo sale e pepe.</li>



<li>Servite l’insalata</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Note</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Potete servire l’insalata di finocchi arance e olive nere come contorno per un bel barbeque o anche come allegro antipasto accanto a dei dadini di quartirolo e prosciutto crudo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Buon Appetito!</p>
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		<title>Ricette d&#8217;amore e la pasta al pomodoro</title>
		<link>https://www.cookingdona.it/ricette-damore-e-la-pasta-al-pomodoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cooking Dona]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Aug 2012 20:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooking Dona]]></category>
		<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>
		<category><![CDATA[per e con i bambini]]></category>
		<category><![CDATA[ricette base]]></category>
		<category><![CDATA[ricette della tradizione]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Ricette d&#8217;amore è un film che amo molto, anche perché è uno dei primi film che ho visto con mio marito, molte di voi conosceranno sicuramente anche la versione americana Sapori e Dissapori. Eppure la cooproduzione italo-tedesca è quella che più mi è rimasta nel cuore forse perché è la prima! Martha (Martina Gedeck) è uno chef di grande successo, ma è un tantino nevrotica; lei vive per il lavoro, e bisogna dire che oltre al lavoro non ha proprio nulla. Una cosa è pretende il massimo rispetto per i suoi piatti. Per far apprezzare a tutti &#8211; sebbene alle sue condizioni &#8211; la sua superlativa cucina a volte usa dei metodi poco ortodossi. A causa di alcune sue intemperanze nei confronti dei clienti, la proprietaria del ristorante decide di mandare Martha dallo psicanalista, e credetemi la sua seduta è la cosa più assurda e insolita che si possa ascoltare in una seduta psicanalitica, recita a memoria le ricette e spiegandone sapori e punti cottura di ogni ingrediente invece di parlare dei propri problemi o disagi. La nevrotica misantropa Martha mi ha conquistato in quel preciso punto del film, come si fa a non essere conquistati da questa donna che invece di parlare di se stessa allo psicanalista, racconta le sue ricette e lo fa appassionare alla cucina?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Voi direte, con le sedute inizierà a essere meno nevrotica. Macché!! La situazione inoltre peggiora quando sua sorella muore in un incidente stradale e lei si deve occupare della nipotina che però a causa del grande dolore e lo shock per la perdita che ha subito <em>rifiuta il cibo</em>. La nostra Martha cerca in ogni modo di attirare la propria nipotina verso il cibo le prepara favolosi manicaretti, ma purtroppo sono troppo controllati come la zia, troppo perfetti senza la minima sbavatura, decisamente eccessivi per una cucciola spaurita. I bambini possono essere intimoriti da piatti con complesse ricette sotto il proprio naso. Amiche Mie, state tranquille, nella vita grigia e austera di Martha, finalmente arriva un uomo, uno chef che ovviamente è italiano e si chiama Mario (Sergio Castellitto), quest&#8217;uomo che lei non può proprio soffrire perché irriverente, disordinato, e molto &#8220;umano&#8221; ingaggerà una specie di lotta più o meno dichiarata con Martha. Eppure Mario è davvero un uomo fuori dal comune, non solo riporta il sole nella vita di Martha e di sua nipote, la fa anche mangiare! Cosa le fa mangiare?? Ovvio dei meravigliosi, stupendi, semplici e gustosissimi <strong>spaghetti al pomodoro</strong>, come fanno a non conquistare la bimba? Un piatto apparentemente semplice da preparare che può rivelarsi molto insidioso. Ognuno fa questa pasta nel modo che preferisce, io ho sperimentato alcune varianti di seguito vi lascio la mia ricetta con le mie personalizzazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi consiglio di vedere questo film davanti ad un bello e buono piatto di <strong>pasta al pomodoro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La foto della locandina è presa dal web.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ingredienti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>500 g di pomodorini ciliegini datterini o ramo</li>



<li>3 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>



<li>Sale</li>



<li>80 g di pasta a persona</li>



<li>Acqua per bollire la pasta</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Cuciniamo</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Portare a bollore l’acqua per la pasta, quindi salare e buttare la pasta che desiderate, a me piace moltissimo usare quella fresca, con gli spaghetti alla chitarra viene buonissima</li>



<li>Contemporaneamente in una padella dai bordi alti versare l’olio extravergine d’oliva e prima di accendere il fuoco versate i pomodorini tagliati in 2 o 4 a seconda della dimensione</li>



<li>Salate e far cuocere prima a fuoco lento poi vivace. I pomodorini formeranno una salsina. Se preferisci puoi frullare il sughetto ottenuto</li>



<li>Quando l’acqua raggiunge il bollore sala e versa la pasta. Cuocere secondo i tempi di cottura indicati sulla confezione</li>



<li>Una volta cotta la pasta, scolala e versala nel sugo di pomodori, mescola e fai le porzioni.</li>



<li>Servire calda</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Note</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’ideale è utilizzare i pomodori freschi, ma se non ti piacciono o se non li hai a disposizione puoi utilizzare i pomodori pelati, la passata di pomodoro o la polpa di pomodoro. In alternativa ai pomodorini ti consiglio decisamente i pomodori pelati schiacciati con una forchetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Buon Appetito!</p>
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